mercoledì 20 febbraio 2008

martedì 19 febbraio 2008

TESTO-CAMINITO

Caminito Tango 1926

Música (ir a la partitura): Juan de Dios Filiberto
Letra: Gabino Coria Peñaloza


Escuchar
mientras leo
Caminito que el tiempo ha borrado,
que juntos un día nos viste pasar,
he venido por última vez,
he venido a contarte mi mal.

Caminito que entonces estabas
bordado de trébol y juncos en flor,
una sombra ya pronto serás,
una sombra lo mismo que yo.

Desde que se fue
triste vivo yo,
caminito amigo,
yo también me voy.

Desde que se fue
nunca más volvió.
Seguiré sus pasos...
Caminito, adiós.

Caminito que todas las tardes
feliz recorría cantando mi amor,
no le digas, si vuelve a pasar,
que mi llanto tu suelo regó.

Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró...
Yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos.


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lunedì 11 febbraio 2008

lunedì 4 febbraio 2008

MALENA

PARTITURA -MALENA-

MALENA

MALENA
TANGO
MUSICA: Lucio Demare
Letra: Homero Manzi

Malena canta el tango como ninguna
y en cada verso pone su corazón.
A yuyo del suburbio su voz perfuma,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tal vez allá en la infancia su voz de alondra
tomó ese tono oscuro de callejón,
o acaso aquel romance que sólo nombra
cuando se pone triste con el alcohol.
Malena canta el tango con voz de sombra,
Malena tiene pena de bandoneón.

Tu canción
tiene el frío del último encuentro.
Tu canción
se hace amarga en la sal del recuerdo.
Yo no sé
si tu voz es la flor de una pena,
só1o sé que al rumor de tus tangos, Malena,
te siento más buena,
más buena que yo.

Tus ojos son oscuros como el olvido,
tus labios apretados como el rencor,
tus manos dos palomas que sienten frío,
tus venas tienen sangre de bandoneón.
Tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón,
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción.
Malena canta el tango con voz quebrada,
Malena tiene pena de bandoneón.


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STORIA DI MALENA

la storia di Malena (informazioni acquisite sull'web)
www.tangoquerido.com
Il tango Malena appartiene alle "leggende" del tango.Non è facile ricostruire la sua storia, piena di informazioni contraddittorie e sovrapposte, di invenzioni e contaminazioni che fondono leggenda e realtà. Il testo fu composto nel 1941 da Homero Manzi e la musica da Lucio Demare. La prima interpretazione di Malena si deve ad Aníbal Troilo e alla voce di Francisco Fiorentino, ma oggi la versione più amata e conosciuta è quella interpretata dalla splendida di voce Adriana Varela.MALENA tango 1941 TESTO: Homero Manzi MUSICA: Lucio Demare
Malena canta el tango como ninguna y en cada verso pone su corazón. A yuyo del suburbio su voz perfuma, Malena tiene pena de bandoneón. Tal vez allá en la infancia su voz de alondra tomó ese tono oscuro de callejón, o acaso aquel romance que sólo nombra cuando se pone triste con el alcohol. Malena canta el tango con voz de sombra, Malena tiene pena de bandoneón. Tu canción tiene el frío del último encuentro. Tu canción se hace amarga en la sal del recuerdo. Yo no sé si tu voz es la flor de una pena, sólo sé que al rumor de tus tangos, Malena, te siento más buena, más buena que yo. Tus ojos son oscuros como el olvido, tus labios apretados como el rencor, tus manos dos palomas que sienten frío, tus venas tienen sangre de bandoneón. Tus tangos son criaturas abandonadas que cruzan sobre el barro del callejón, cuando todas las puertas están cerradas y ladran los fantasmas de la canción. Malena canta el tango con voz quebrada, Malena tiene pena de bandoneón.
Malena canta il tango come nessuna e in ogni verso mette il suo cuore. Di erbacce del sobborgo la sua voce profuma, Malena ha la pena del bandoneón. Forse là nell'infanzia la sua voce di allodola ha preso quel tono buio da vicolo, oppure in quel breve amore che unico nomina quando diventa triste d'alcol. Malena canta il tango con voce d'ombra, Malena ha una pena da bandoneón. La tua canzone ha il freddo dell'ultimo incontro. La tua canzone si fa amara nelle stanze del ricordo. Io non so Se la tua voce è il fiore di una pena so solo che al sussurro dei tuoi tanghi, Malena, ti sento migliore, migliore di me. I tuoi occhi scuri come l'oblio, le tue labbra strette come il rancore,le tue mani due colombe che hanno freddo, nelle vene hai sangue di bandoneón. I tuoi tanghi sono creature abbandonate che attraversano il fango del vicolo Quando tutte le porte sono chiuse e abbaiano i fantasmi della canzone. Malena canta il tango con voce spezzata, Malena ha la pena del bandoneón.
Chi è Malena?
L'ispiratrice dei versi di "Malena", o almeno del nome, fu la bella cantante di tangos Elena Tortolero in arte Malena de Toledo nata non si sa dove (forse a Buenos Aires o forse in Cile) nel 1916 e morta certamente a Montevideo nel 1960. Si dice che Elena-Malena trascorse la sua infanzia in Brasile e a Porto Alegre, dove su padre era console onorario del governo spagnolo. Giovanissima svelò una grande passione per la musica e cominciò a cantare durante feste e ricevimenti. Grazie al lavoro del padre ebbe la possibilità di viaggiare e farsi conoscere in tutto il Sudamerica come cantannte di boleros. Aveva una bella figura, elegante, una bellissima voce e cantava sia castillano che in portoghese. Un giorno Eduardo Moreno, agente e amministratore dell'orchestra Vardaro-Pugliese, la incontrò in un un bar al 500 della calle Maipú e le offrì di lavorare come cantante dell'orchestra, Elena accettó subito e partirono in tournè per tutto il paese dove ebbe un gran successo di pubblico e di ciritica. Elena fu anche compositrice dei tanghi: Cuando las nubes pasan, Cuando dijiste adiós, Ya no vendrán e Nadie. Alcune versioni sostengono che Homero Manzi la ascoltò cantare per la prima volta in Brasile al Festival di San Paolo Paulo e che rimase colpito dal sentimento che gli ispirava quel modo di cantare di malena de toledo tanto che gli sembrava di trovarsi per le vie della La Boca invece che tanto lontani da Buenos Aires. Altre versioni raccontanto che una notte del 1941 in un cabaret di San Pablo (o in un cafetín de Porto Alegre) il poeta Manzi conobbe Elena-Malena e che di lei le rimase impresso soprattuto il nome “Malena” e si promise di comporre un tango per lei. Altre ancora assicurano che Manzi non conobbe mai personalmente Malena de Toledo e che quel celebre tango lo scrisse in onore di María Esther Lerena. Quel che è certo è che Manzi compose le parole del tango Malena e che , una volta scritto il testo, diede il foglio a Lucio Demare, per comporne la musica con la raccomandazione di non modificare neanche una parola. Lucio Demare quel foglio se lo dimenticò in una tasca e un giorno di qualche tempo dopo, mentre era seduto alla confitería "El Gran Guindado" frugando in tasca lo ritrovò per caso, lo lesse e rimase folgorato dalla bellezza e alla musicalità di quei versi; così sul tavolino della confitería, in solo quindici minuti, "de corrido, sin pulir y sin cambiar nada", compose la melodia di Malena . Ricordando quel momento Demare più tardi dirà "da quel giorno, Malena cominciò a far parte dei fantasmi che abitano la notte di Buenos Aires. E poi anche un abitante della notte del mondo. Una lettera venuta dal Brasile, un uomo seduto al barrio Palermo". Elena-Malena intanto, durante una tournè a Cuba, conobbe il cantante messicano Genaro Salinas, conosciuto come "La voz de oro de México". Fu un colpo di fulmine e si sposarono subito. Vissero per un periodo in Buenos Aires dove Genaro ebbe una relazione sentimentale con un attrice di teatro poi si trasferirono definitivamente a Caracas. Lì nel 1957 Genaro morì tragicamente: un mattino fu trovato agonizzante sotto un ponte, la notte prima era stato buttato giù a tradimento da alcuni sbirri della dittatura. Elena-Malena raccolse i suoi resti che oggi riposano a Buenos Aires nel Panteón de los Artistas. La leggenda vuole che “Malena de Toledo” avesse questo tango nel suo repertorio senza sospettare minimamente si chiamava così per lei, si dice che quando lo venne a sapere rimase così turbata che smise per sempre di cantarlo.Al di là di ogni leggenda Malena de Toledo fu una protagonista indiscussa della "época de oro" del tango.
Le Malene del tango
Sono in molti a sostenere che l'unica cosa che interessò a Manzi della cantante Malena de Toledo fu il suo soprannome, Malena appunto. A partire da questa considerazione si fanno diverse congetture su chi fu veramente la Malena descritta dalla canzone e che significato ebbe per Manzi Nestor Pinson conobbe molto bene Elena-Malena poichè lavorò con lei ed assicura che Manzi dovette ispirarsi sicuramentea lei proprio per quella sua "voz de sombra, voz quebrada" una "voz de cabaret aguardentosa" come diceva lo stesso Manzi. Ma esiste una vastissima galleria di altre "Malene".C'è chi dice che la vera Malena fu la celeberrima cantante Azucena Maizani ma ella sempre smentì. L'ipostesi più diffusa è che Malena sia la grande cantante Nelly Omar, dal momento che ella stessa negli ultimi anni cominciò a dire: «Malena soy yo». Ma è documentato che Manzi e Nelly si conobbero molto tempo dopo la scrittura di Malena. Un'altra leggenda vuole che dietro Malena ci sia la modista della moglie di Manzi. Si dice che un giorno Manzi arrivò a casa e vide una sarta che stava lavorando sul corpo di sua moglie cantando una melodia, le chiese come si chiamava ed ella rispose "Malena". Per Acho, figlio di Manzi, la cantante de tango che ha inspirato di più Manzi padre è Mercedes Simone, ma lo stesso Acho, sostiene che in realtà Malena è una "finzione" poetica, non un personaggio specifico e reale. Manzi, infatti, ebbe numerose storie con varie cantanti e donne del mondo artistico, nel testo di Malena ci sono tutte loro, c'è tutta l' esperienza di Manzi con le donne. Malena è la sintesi poetica di tutte le donne amate da Homero Manzi. E in Malena c'è anche di più.Per dirla con le parole dello stesso Manzi ” c'è la storia di tutti quelli che perdono, nel tango si prova il sentire del popolo, il popolo che perde sempre” . Il tango Malena fu ulteriore fonte di ispirazione per molti altri poeti come ad esempio César Miguens che impressionato dal verso che commentala grazia delle mani di Malena “le tue mani, due colombe che hanno freddo” Compose un prezioso testo intitolato "Las manos de Malena" poi musicato da Palmer . Il fantasma Malena abita decine di tanghi: Así se baila el tango, Chau Ventarrón ,Garganta con arena, Homero al sur ,La memoria de mi gente, La mesa del tango, Las Malenas , Las manos de Malena, Qué tango hay que cantar, Tal vez será mi alcohol, Tal vez será su voz
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ADRIANA VARELA -MALENA- TANGO

domenica 3 febbraio 2008

PIEDI DI BUDDHA THAI

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piedi di Buddha con dei simboli indicanti la sua dottrina

BUDDHA SDRAIATO -THAI-

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BUDDHA SDRAIATO -THAI-

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MARIANO FRUMBOLI-PARIS 2007-

CHICHO FRUMBOLI & JUANA SEPULVEDA, PARIS

MARCEL PROUST


PERCY ADLON'S-CÉLESTE


Un piccolo stralcio dedicato a Céleste, che la vede protago-

nista mentre accudisce Proust nei suoi ulitmi momenti di vita


CÉLESTE ALBARET


Nel mondo di Marcel Proust > Persone di famiglia
1891 - 1984
Fu la governante e l'unica confidente di Proust durante gli otto anni della sua vita durante i quali scriveva il suo libro. Giorno dopo giorno (anzi, notte dopo notte) ha assistito nella vita, nel suo lavoro, nella sua malattia questo grande malato geniale che si era volontariamente recluso in una stanza dalle pareti rivestite di sughero. Dopo la morte di Proust nel 1922 rifiutò sempre di parlare dei suoi ricordi. A sessantadue anni, dopo aver constatato che altri, meno scrupolosi di lei, avevano raccontato e scritto su Proust cose non sempre vere, decise di adempiere a quest'ultimo dovere verso colui che le aveva sempre detto "Sarete voi che mi chiuderete gli occhi" e che la chiamava sempre
"Ma chére Céleste" Cliccando sull'immagine potrete vedere l'ingrandimento del manoscritto Ristabilire la verità sugli ultimi anni di vita di Proust. Ecco lo scopo principale che ha dato origine al libro di ricordi, raccolti e trascritti da Georges Belmont, dal titolo Monsieur Proust ritradotto e ripubblicato in italiano nel 2004 dalla casa editrice SE. In questo video su YouTube, uno stralcio tratto dal documentario di Attilio Bertolucci in cui Céleste parla a lungo di Proust e della sua morte
>> QUI una poesia di Proust dedicata a Céleste

Pagine realizzate da Gabriella Alù1998
LA TESTIMONIANZA DI CÉLESTE ALBARET
Proust era convinto che Gide non avesse nemmeno aperto il pacchetto contenente il suo manoscritto. Céleste Albaret, che fu la governante di Proust dal 1913 alla sua morte nel 1922, nel suo libro di ricordi "Monsieur Proust" scrive infatti che l'autore della Recherche le aveva dato una interpretazione molto precisa, a proposito del rifiuto di Gide:
.
"Ho visto il pacchetto prima e dopo, Céleste, mi disse. E sono assolutamente certo che mi é tornato indietro intatto così come l'avevo inviato. Per quanto artista si possa essere, disfare il genere di nodo così speciale che ha fatto Nicolas e poi rifarlo esattamente vi renderete conto che è ben difficile, semplicemente impossibile" .------------- Nicolas Cottin era un domestico di Proust. ---------------------------------------

venerdì 1 febbraio 2008

ALLA RICERCA DI MARCEL PROUST



In questo video possiamo osservare uno stralcio tratto dal documentario

di Attilio Bertolucci in cui Céleste parla a lungo di Proust e della sua morte