mercoledì 9 gennaio 2008

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LE ORIGINI DEL TANGO
Danza della seduzione e della nostalgia, il tango possiede un fascino senza tempo che
riempie il cuore degli spettatori di una malinconia languida e sensuale.
Le eleganti evoluzioni dei ballerini sulla scena parlano di sentimenti universali quali lo
amore e l'odio, la rabbia e la passione, il rimpiato e il desiderio, ma raccontano anhe, attraverso i loro intrecci carichi di tensione erotica, la storia di un ballo nato nei
bassifondi dell'Argentina di fine secolo e indissolubilmente legato alla cultura sudame-
ricana.
Le origini del tango si perdono in quell'intricato miscuglio di razze e culture che carat-
terizzava i sobborghi di Buenos Aires, negli ultimi decenni del 1800, quando i numerosi
emigranti; arrivati da ogni parte d'Europa, soprattutto dall'Italia, si mescolarono ai
portenos ( gli abitanti delle zone portuali) e a gruppi locali di gente povera ed emargi-
nata.
Soli e lontani dalla loro terra d'origine, si ritrovano la notte a bere nei bar o cercavano
sollievo alla loro nostalgia nei bordelli locali. E'quì che nasce il tango, prima come dan-
za esclusivamente maschile, sfida di destrezza che riproduce gli scontri consumati agli angoli delle stradde o le lotte per il favore di una donn poi con l'arrivo delle prostitute,
come danza di coppia dalle movenze esplicitamente erotiche, nell'incontrarsi a volte
quasi violento dei corpi dei danzatori.
Ancora oggi, l'intrecciarsi delle gambe, contrapposto alla rigidità del busto, e lo sguardo
fiero e diretto dei tangueros, evocano qul desiderio e quella passione quasi selvaggia che
derivano dalla disperata solitudine degli abitanti dei convetillos.
Dal punto di vista ritmico, il tango combina diverse e incerte, influenze, in cui si confon-
dono i ritmi latini dell'habanera cubana, le desolate cadenze del candombe, la musica che
gli schiavi africani battevano sui loro tamburi, e le note sensuali della milonga, la musica
del gauchos della pampas argentine.
Ma lo strumento che ha imposto al tango il suo inconfondibile andamento languido e
struggente è il bandoneòn, sorta di fisarmonica a bottoni arrivata dalla Germania in
Argentina nel 1886, capace, come nessun altro, di dar voce alla desolazione e alla tristezza
degli immigranti.
Il tango delle origini, il tango del barrior e dei bordelli, guardato con disprezzo e rifiuto co-
me ballo osceno dall'alta società di Bueno Aires, conquista Parigi nei primi decenni del no-
stro secolo. Negli anni Venti, la danza "indecente" si diffonde, infatti, nei raffinati saloni
della Belle Epoque, e si arricchisce di movenze più eleganti e stilizzate.
Negli stessi anni, il peccaminoso ballo argentino si afferma anche a hollyvood, conqistan-
do la giovanissima industria cinematografica. E' del 1921 il travolgente tango di Rodolfo
Valentinovestito da gaucho ne I Quattro cavalieri dell'Apocallise, che contribuì a creare
l'intramontabile mito dell'attore italo-americano.
sul finire degli anni Venti, sulla scia del successo e della "nobilitazione" ottenuti oltre ocea-
no, il tango viene finalmente accolto dall'alta società argentina, diffondendosi nelle sale da ballo più esclusive della capitale.
E' in questi anni che nasce il mito di Carlos Gardel, il più grande cantante di tango di tutti i
tempi figura leggendaria e venerata in patria al pari di Evita. Ed è sempre in questi anni,
qundo anche Evita e il generale Peron si esibiscono in tanghi divenuti sempre più romantici
che all'immagine de guapo col cappello calato sulla fronte e il fazzoletto al collo, si sostitui-
sce lo stereotipo del ballerino in scarpe lucide e cilindro, accompagnato da una ballerina in
guanti lunghi e abito di lamè.
Gli anni Cinquanta, segnati dalla morte di Eva Perori, vedono il diminuire della popolarità di questa danza.
Dal punto di vista strettamente musicale, tuttavia il tango continuerà ed evolversi grazie
al genio di Astor Piazzolla, che inventerà un nuovo linguaggio ricco di contaminazione jaz-
zistiche.
In questi ultimi anni, il tango sta vivendo un periodo di rinnovato interesse.
queste notizie sono pubblicate nel sito giuliaelettragoriettifedericouslenghi.forumcommunity.net

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